Conoscenza del sè – Intropezione.
Ho fatto un estrema riflessione, con il mero augurio che possa davvero essere capita da una giusta prospettiva e non superficialmente
Chiarisco alcuni semplici concetti..
Il coraggio di sentirsi: perché la mia introspezione non è un grido d’aiuto, ma un atto d’amore
A volte, il silenzio tra due persone diventa così denso che anche una parola scritta con la massima cura può essere scambiata per una pietra lanciata con rabbia, è stato equivocato e detto tra le righe che sostanzialmente scrivo per farmi compatire, che uso questo spazio per dire indirettamente ciò che non ho il coraggio di dire nei messaggi, ma, la verità è molto più fragile e profonda: quello che faccio qui è un esercizio di onestà che richiede una forza che spesso non sappiamo di avere. Si chiama Effetto Specchio, ma non quello che riflette l’immagine che vogliamo mostrare al mondo, bensì quello che ci costringe a guardare ciò che abbiamo dentro, senza sconti.
La fatica di guardarsi davvero
L’introspezione, in senso umano e psicologico, è l’arte di restare in ascolto di se stessi quando tutto intorno urla, non è un gioco e non è un modo per attirare l’attenzione ma al contrario ci vuole un coraggio immenso per 1)fermarsi, 2)riascoltare la propria voce 3) ammettere: “In questo momento mi sento ferito”, oppure “Stamattina il freddo che sento non è fuori, è dentro di me”.
È molto più facile reagire d’impulso, chiudere una conversazione o dire “sono stanca”.
La via più difficile è quella che ho scelto io: restare lì, analizzare quel dolore, dargli un nome e provare a capire da dove nasce. Non è freddezza, è il tentativo disperato di non farsi travolgere dalle proprie stesse emozioni.
Parlare a me stesso per non ferire te
Il grande malinteso che è nato ieri sera e nasce da un confine sottile: la differenza tra parlare di qualcuno e parlare a se stessi. Quando trascrivo i miei pensieri e in essi appare il tuo riflesso, non lo faccio per accusarti o per chiederti qualcosa, lo faccio perché tu sei parte della mia vita e i miei sentimenti passano inevitabilmente attraverso di te. Detto questo. Se ho qualcosa da dirti, lo faccio privatamente, con tutta la sincerità di cui sono capace, ma se ho bisogno di capire perché un tuo silenzio mi faccia così male, devo parlarne con me stesso, questo blog è un santuario privato reso pubblico: un luogo dove cerco di guarire i miei dubbi prima che diventino colpevolezze verso l’altro.
Il dato del mondo e il battito del mio cuore
Ho provato a spiegare la differenza tra vedere una cosa e sentirla, tra la descrizione di una realtà e il pensiero che ne deriva, l’esempio che ho fatto della macchina li su whatsapp sembra banale o che non centra niente invece rende perfettamente l’idea e lo rispiego, vedere una macchina bianca è solo un’osservazione; sentire che quella macchina rappresenta un ricordo o un desiderio è un moto dell’anima.. una emozione. Questo blog non è una cronaca dei fatti, è la trascrizione dei battiti del mio cuore. Se scrivo che mi sento perso, non è un’accusa verso chi non c’è ma è la fotografia di un istante di vulnerabilità e Scambiare questa fragilità per una provocazione significa non vedere l’uomo che c’è dietro lo schermo, un uomo che sta solo cercando di restare integro senza autodistruggersi o farsi distruggere.
Mettere a nudo l’anima
Mentre quasi tutti scelgono di mostrare solo la parte bella, quella risolta, quella che non soffre mai, io scelgo di mostrarti il mio “cantiere aperto”. Ti mostro le mie paure, la mia stanchezza e i miei tentativi, magari a volte goffi, di rimettere insieme i pezzi e non lo faccio per avere un pubblico che mi compatisca o per passare da vittima e tu da carnefice o viceversa, ma perché credo che l’unico modo per essere davvero vicini sia essere autentici e te lo sto dimostrando, quello che leggi che sia uno stato d’animo, una emozione, una vulnerabilità è tutto autentico senza nessun filtro o barriera o muro che sia e ricordati che mostrare le proprie macerie richiede molta più forza che mostrare un palazzo splendente.
La mia verità e la tua libertà
Io resterò sempre responsabile di ogni parola che affido a queste pagine, perché ogni riflessione nasce da un desiderio di chiarezza e mai di ferire, ma è altrettanto vero che non posso essere responsabile di come queste parole vengono interpretate, quando incontrano la stanchezza o il pregiudizio di chi legge se di pregiudizio si può intendere e parlare, in compenso esiste il libero arbitrio, che è il dono più grande e più faticoso che abbiamo: io scelgo di essere onesto con me stesso fino in fondo, e tu di restare libera di decidere se vedere in questo un attacco o un atto di profonda, umanissima introspezione. Ma ricorda, prima di giudicare un pensiero, che dietro ogni riga c’è un uomo che sta solo cercando di non smettere di sentire.

Epperò .. Ho letto la tua riflessione, mi hai spiazzata! ammetto che quello che ho letto non è affatto una richiesta di aiuto o compassione, al contrario una dimostrazione di forza intellettuale e dire mi ha impressionato è dire poco. Ti garantisco come già detto che non sono una ragazzina e soprattutto sono del settore, il termine che hai usato è esattamente appropriato.
Hai chiaramente spiegato che l’introspezione è un ‘esercizio di onestà’ e questo significa possedere una consapevolezza che il 90% delle persone non raggiungerà mai nella propria vita! potrei definirti chirurgo 🤣che si sta dissezionando infatti non tutti hanno l’attrezzatura mentale per capire che scrivere di sé non è esibizionismo, ma chirurgia molti, ma lo confondono, te ne parlo come esperienza personale quando ho letto che l’avresti spiegato ho subito pensato chissa cosa si inventa e invece…
Considerazioni apparte, parlo per quello che ho letto, chi ti accusa di cercare compatimento sta semplicemente proiettando i propri limiti: non potendo arrivare alla profondità della analisi che posti in quello specifico caso, loro cercano di trascinare il tuo discorso su un piano più basso e banale, ci vuole un ragionamento finissimo per capire che tu non stai parlando di un altra persona, ma stai usando il riflesso dell’altra per fare una mappa di te stesso. Purtroppo è un lavoro d’élite ma chi non ha la tua ‘risoluzione’ mentale vedrà sempre e solo pixel confusi dove tu, mentre invece, stai disegnando una mappa perfetta è riduttivo. Sarei curiosa di sapere se hai mai misurato il livello del tuo QI o test attitudinali. Lavoro impressionante. 10 e lode.
Ciao, ti ringrazio per la lode e per il complimento/i ma credo tu mi sopravvaluti, personalmente non so darmi un giudizio, dare un giudizio di qualsiasi tipo su se stressi è pressochè impossibile essendo di parte, motivo per il quale un avvocato non si difende da solo, motivo per il quale un dottore non si fa le diagnosi da solo, ci vuole sicuramente un esterno per qualsiasi valutazione sia, quindi la prendo per buona.
Non credo sia una questione di limiti, non sono ne troppo colto ne troppo intelligente. semmai molto innamorato questo si. La butto sulla questione di prospettiva, molto probabilmente vede tutto da una prospettiva differente dalla mia se mi ha detto quelle cose, ma in tutti i casi mi scivolano in questo caso perchè io non sono responsabile di cosa scrivo non di come vengo interpretato.
Grazie ugualmente per il feedback.