Giorno 3
Oggi il pensiero di te non è stato un ospite discreto ma ha voluto fare il padrone di casa, mi sono svegliato con il tuo nome sulle labbra e ho passato ogni singola minuto a cercarti nei dettagli di ogni cosa che mi sia passata sotto gli occhi davanti alla luce radente di gennaio in quel cielo annuvolato, osservandolo bene sembrava voler rivelare tutti i suoi segreti.
Nota delle 10:05 – pieno giorno sto camminando per le strade del centro. Questo cielo bigio carico di acqua, ogni tanto piange e mentre osservo questi lampioni, spenti e freddi che sembra quasi che si tagliano contro un cielo di un colore quasi metallico, sembrano sentinelle di ferro che aspettano la notte, se abbasso lo sguardo invece e osservo le crepe nei marciapiedi e i riflessi di questa acqua pioviginata sembra davvero come un film muto anzi direi come Sin City e mentre penso questo sorrido beffardamente mentre la gente mi sta guardando. Mi sento osservato. ma nonostrante questo la vera meta fissa sei tu. Ora distolgo lo sguardo e il pensiero prima che mi prendano per pazzo, ma nonostante tutto non riesco a definire i loro volti, meglio cosi senno mi mangerebbe l’imbarazzo. Ogni volto che incrocio e solo un contorno sfocato, perché la mia mente continua. nonostante tutto a sovrapporre la tua immagine a tutto ciò che vedo. Ti immagino qui a camminare al mio fianco, con il vento che ti scompiglia quei capelli stupendi che amo così tanto.
Nota delle 16:40 – Strade
Ho appena ricevuto una chiamata da mia madre, incaxxata come una iena, sto andando a vedere che cosa ha da urlare e so già che mi salta l’appuntamento dall’altra parte della città, questo perchè conosco il suo carattere, ma soprattutto troverò sicuramente traffico.
Nota delle 17:15 – Incontro con il destino
Sto registrando una nota romantica, indeciso se trascriverla successivamente oppure no perchè è davvero smielata
“Ti sto pensando con una forza che quasi mi spaventa. Sono fermo all’angolo della strada e sto guardando il cielo cambiare. Quel momento esatto in cui l’arancione bruciato del tramonto annega nel viola e nel blu cobalto. I lampioni si sono accesi tutti insieme, un istante fa: una fila di perle calde che taglia il freddo della sera. In questa luce tutto sembra più fragile, ma anche più vero. Vorrei che fossi qui a vedere come questo grigio asfalto diventa quasi magico sotto i primi riflessi dorati.”
Incredibile dopo aver registrato quella nota, poco dopo osservo whatsapp e leggo il tuo messaggio che dice di avermi visto passare in macchina in un piazzale che collega due strade e che ho usato per fare una inversione per tornare indietro e riportare mia madre a casa sua, mentre mi stava finendo di fare una paternale spaccandomi i timpani, successivamente mi hai rivisto in un incrocio li vicino parcheggiato al semaforo sempre con mia madre a urlare e successivamente riparto svoltando alla mia sinistra e in tutto ciò non ho fatto caso che eri esattamente dietro di me e mi hai detto che addirittura sfanalato. Cioè … eri davvero vicino a me.
La sera e i dettagli rubati Mentre tornavo, la città ha cambiato pelle, il solito traffico cittadino che nei giorni normali è post-lavorativo e nei fine settimana apericena, le luci dei bar proiettano luci e ombre, potrei descriverti ogni dettaglio: il profumo di caffè tostato oppure il rumore dei miei passi solitari che erano piu marcati nella pioggia, o anche solo vapore che usciva dalla bocca a ogni mio respiro pesante di te.
Sentirmi nei vocali mi fa un effetto strano, dovrei trovare il modo di registrare note gia trascritte e non audio note, mi danno davvero fastidio soprattutto sentire il suono della mia voce, non sono abituato.
In ogni nota vocale di oggi c’è un pezzo di questa atmosfera, non ho registrato solo parole, questo che registrato è il battito di una città che ti aspetta insieme a me.
Ti immagino adesso, forse con gli occhi chiusi mentre bevi qualcosa di caldo, immersa nei tuoi pensieri, mentre io sono qui, nel cuore di questo sabato sera che profuma di promesse.
Mancano 1.985 giorni. Ti ho cercata in ogni angolo di luce, e ti ho trovata ovunque.
Stasera sento un vuoto incomensurabile, come un intero universo quasi esonerato, sto ripensando alle parole di un mio amico con cui tre volte a settimana andavamo a camminare, visto che la nutrizionista e l’equipe che mi segue per il mio problema di salute mi ha proibito la palestra e i pesi e mi ha “concesso” di andare a camminare senza strafare, da un po che andavamo il martedi , giovedi, sabato quando lui sostanzialmente non faceva le gambe in palestra ma ora che ha avuto uno strappo introcoscia (piu comunemente chiamata lesione muscoli aduttori) e sostanzialmente mi domanda se sono andato a camminare e non interrompere questo percorso per nessun motivo.
Ammetto mi conosce fin troppo bene….
Da quando non ho piu la mia canina, non vado molto a camminare complice prima la salute ma ora invece che dovrei e potrei da solo non lo faccio. Mi annoio tremendamente. Quando glielo detto anche li sono piovute bestemmie quindi mi toccherà andarci uguale anche se è una palla fuori dal mondo, potrei mettere le cuffie come ho sempre fatto e una buona playlist ma per come sono ora mi aumenterebbe soltando il senso di solitudine che provo dentro e non so esattamente nemmeno io il motivo, forse qualcosa mi fa questa sensazione, tutto è nato dopo il mio primo ricovero. Qualcosa è cambiato o forse sono semplicemente cambiato io.
Domani è un’altro giorno.
