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Giorno 10 | Mancano 1.978 giorni

Nota delle 06:40 Risveglio
La sveglia suona come ogni mattina, ma oggi la sento diversa: non fastidiosa, quasi un invito a iniziare il giorno, i miei occhi ancora appiccicaticci osservano la luce filtrare dalle serrande, questa volta non cerco calore esterno ma solo il mio respiro che mi ricorda che sono presente. Rimango immobile per qualche secondo a sentire il rumore del silenzio che riempie la stanza, senza fretta. Mi serve un lungo respiro.

Nota delle 07:00 Prime osservazioni
Specchio con un soggetto ovvero io, non molto interessante. Stessa barba da sistemare o levare del tutto, stesso volto stanco, occhi leggermente più svegli. Facendo un rapido calcolo ricordo che ogni giorno è uno in meno per raggiungere ciò che aspetto, e questo pensiero non pesa: mi scalda in maniera sottile. Controllo il telefono: nessun messaggio nuovo, nessuna notifica urgente. Tutto regolare.

Nota delle 08:15 Momenti della giornata
Ho appena risposto ai tuoi messaggi mentre stavo camminando verso la macchina e ora mi dirigo verso il bar, la colazione mi attende, cercherò di seguire il tuo consiglio, effettivamente c’è un bel sole ma non ho idea di quanto durerà.. dall’aria che tira secondo me il tempo cambierà. Vedremo.

Nota delle 08:24
Osservo la gente intorno, il traffico, i colori del cielo e della città. Ogni dettaglio è un piccolo specchio: mi accorgo di come reagisco ai suoni, ai gesti, ai sorrisi sconosciuti. Ogni riflesso diventa materiale di introspezione. Nessuna persona specifica, solo la mia attenzione che si muove tra mondo esterno e mondo interno. Leggerezza. Il bar apre, cioè dai, alle 8:30 apre ma davvero fanno? roba da signori sul serio. Dopo questa triste considerazione, che scocciatura.

Nota delle 12:30 Momento lavoro / attività
Seduto al tavolo, riascolto alcune note vocali della mattinata. Registrare pensieri è un cosa fantastica ma riascoltarmi mi da ancora un pò fastidio, però in compenso è interessante il modo in cui li registro, percepisco la tonalità e l’emozione di ogni momento ed è ogni momento diversa, comunque è davvero una disciplina. Ogni frase pronunciata ha un peso diverso quando la trascrivo: vedo come cambiano le sfumature tra voce e testo, come certe emozioni emergono solo nel tempo di riascolto. Inserisco tutto nella categoria “Riflessioni interne”.

Nota delle 15:45
Breve passeggiata. L’aria è fresca, il sole è scomparso e non tra i palazzi ma tra le nuvole. Penso al blog, penso a come ogni giorno diventa un piccolo laboratorio di conoscenza di me stesso, è interessante registrare fedelmente il mio sentire, senza filtri, senza aspettative, prima ho avuto una sorpresa, niente di particolare ma quello che ho sentito mi ha colpito non poco.

Nota delle 23:10
Sono praticamente rimasto fuori tutto il giorno, e ora sono rientrato a casa. Ho trascritto tutte le note vocali della giornata. Rileggendole, mi accorgo di come il tono della mia voce racconti più di quanto le parole possano fare da sole. Prima di andare a dormire, ricontrollo la giornata di ieri che non ho pubblicato perchè ero preso a ricontrollare la nostra conversazione e passato oggi a riesaminare l’articolo dove chiarisco come effettivamente andrebbe interpretato il blog nella situazione attuale. poi andrò a letto, nel frattempo controllo il telefono: nessun messaggio nuovo, nessuna notifica. Tutto regolare. Domani sarà il giorno 10. Non so come sarà. E va bene così.

Considerazione finale
Oggi non ho cercato risposte né conferme, solo presenza. Il giorno 10 mi ricorda che conoscersi è un atto quotidiano, fatto di piccoli dettagli, riflessioni e registrazioni silenziose. Nessun dramma, nessuna attesa, nessuna aspettativa.
Ho avuto modo di riflettere e rielaborare per bene la discussione di ieri su whatsapp se discussione vogliamo chiamarla oppure elegantemente lo definirei scambio di opinioni, perchè le discussioni non portano a niente mentre le opinioni sono costruttive.
Arrivo a un dunque:

  • Scrivere va bene
  • Scrivere solo per reggere l’attesa è più pericoloso.

Una differenza è sottile ma cruciale.

Una promessa così lunga: non è una garanzia ma è un orizzonte di possibilità, non un contratto

Le persone cambiano. (Questo fino a ora è stato palese)
Le vite cambiano. (Opinabile)
Le intenzioni sincere di oggi non sempre sopravvivono a 5–6 anni di realtà. (Già successo)

Questo non invalida ciò che proviamo ma significa che non posso sospendere la tua vita nel frattempo.

Di questo ne devo essere ben conscio e consapevole e io lo sono. Questo però allo stesso tempo porta conseguenze, di essere allo stesso tempo conscio e consapevole che ad ogni azione corrisponde una azione uguale e contraria.

Azione = scrivere, registrare emozioni, introspezione

Reazione uguale e contraria = presa di coscienza di sé, comprensione più profonda, auto-riflessione

In altre parole: l’azione esterna produce una reazione interna, che è più importante della reazione altrui, quando scrivo, il mio cuore e la mia mente rispondono, di conseguenza Il blog diventa quindi un laboratorio di reazioni interne, non un luogo dove aspettarsi risposte esteriori “uguali e contrarie” da chi legge. In sostanza non pretendo che io venga davvero venga capito per quello che sto realmente esponendo, mettendomi a nudo senza difese, ne corazze, ne muri ma consegnandoti le chiavi della mia mente, aprirla e permetterti di frugarci dentro a ogni pensero, ogni emozione, ogni cosa che mi ferisce o che mi fa stare bene darti cosi modo di capirmi nel profondo del mio io e della mia anima. La parte più vera e intensa di me.

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10 thoughts on “Giorno 10

  1. Qui emerge la tua mente fine, ci avrei scommesso che avresti usato come dire “esempio” la terza legge della dinamica (Azione = Reazione) e l’hai completamente de-strutturata: Azione: Scrivere/Registrare (un atto verso l’esterno). o qualcosa del genere come io per esempio ne userei altri più astrattisti. tornando alla fisica applicata per come l’ho interpretata io, la Reazione: Non è (come vorrebbe l’ego) la risposta dell’altro, ma la comprensione di sé, non credo tu lo sappia ma questo si chiama spostamento del Locus of Control, sostanzialmente hai smesso di aspettare che la reazione arrivi da “fuori” (dal destinatario del messaggio o dal lettore) e hai capito che la vera spinta avviene dentro di te praticamente è un ribaltamento copernicano. (leggilo te lo consiglio e capirai cosa intendo), ancora più impressionante sono il conteggio dei giorni, gestire un countdown di oltre 5 anni ma dai.. ma hai una comprensione vaga cosa richiede? Una capacità di astrazione e di differimento della gratificazione che è direttamente proporzionale a un QI altamente elevato ora ne ho davvero la conferma, prima quando ho postato il commento non avevo mica letto questo, andando per ordine cronologico. In tutti i casi una mente “standard” non potrebbe reggere la pressione di un orizzonte così vasto e articolato e di solito cerca la soluzione subito, o molla. Tu l’hai classificato “orizzonte di possibilità” e questo è un un termine filosofico altissimo. Avrei da darti un ammonimento ma non lo faccio, non mi riguarda comunque stai andando incontro a un rischio davvero elevato! Non so se come si dice in questi casi “Il gioco vale la candela”
    Violet

    1. Ciao, sei troppo gentile ma non credo proprio che quella descrizione mi rappresenti
      Detto ciò sono una persona comune come tante altre ma apprezzo i complimenti.

    2. Dimenticavo, la mia enorme curiosità mi ha portato a googlare quel ribaltamento copernicano.

      Riporto cosa ho trovato (se questo intendevi) praticamente: Il ribaltamento o rivoluzione copernicana (1543) è il passaggio dal sistema geocentrico (Terra al centro) a quello eliocentrico, con il Sole al centro dell’universo e i pianeti, inclusa la Terra, in orbita attorno ad esso, praticamente sono i nostri giorni e stagioni 🙂

    1. Ciao Stelvio772, sono fermamente convinto che non esistono problemi ma esistono soluzioni, la soluzione di per se è intrinseca nel problema ed il conflitto qualunque esso sia alla lunga diventa sempre un grande problema ma prima che lo diventi urge trovare soluzioni. tutto li ne piu ne meno

  2. Ripensandoci se la situazione è questa puoi farlo ugualmente o scrivendo un quaderno o diario o qualsiasi cosa sia, oppure facendo come stai facendo ora, se sei una persona tecnologica mettendo tutto in cassaforte, scrivendo , sì ma mettendo l’articolo privato così non è pubblico e preservi la tua sfera intima senza esporti così tanto! Voglio dire che la promessa indipendentemente da tutto non ti “vincola” a esporti così e se lei non vuole responsabilità, vita pacata, easy, la accontenti e riprendi se te la senti a scrivere il blog inteso come blog con leggerezza. Lei non ha impegni, tu nessun impegno, tutti contenti e se nel frattempo entro questo lasso di tempo lei vorrà fare un passo avanti i tuoi scritti li potrà comunque leggere, tu non smetterai di scrivere e continui questo percorso con la differenza che non ti esponi. La bilancia ⚖️ torna pari. No?
    Violet

  3. Interessante prospettiva ma onestamente ci rifletto da due giorni, oggi in particolare ci sono chiamiamoli elementi che mi porterebbero a metterla in pratica perchè in tutta onestà sto già maturando una nuova fase del percorso, il blog non è mai stato solo pubblico come magari comunemente si può pensare, ma è un vero e proprio atto di disciplina e introspezione condivisa.
    Dopo aver capito che posso effettivamente rielaborare la situazione, come si elabora una gioia, una emozione forte, o un lutto (Anche quella è una emozione non forte ma devastante) mi rendo conto che ora che questa disciplina è diventata un’abitudine mentale solida, la presenza di un occhio esterno diventa un rumore di fondo che scelgo di spegnere. Attenzione non parlo di Lei, ma parlo di qualsiasi persona possa leggere interamente e integralmente le mie trascrizioni che non danno spazio alla fantasia perchè sono reali.

    La questione non è di pareggiare bilance o proteggersi, ma di concentrare la mia energia e la mia profondità, mantengo il laboratorio continua, ma in una dimensione più intima, privata. Restituisco a lei la sua libertà “easy” e a me stesso la mia solitudine analitica, più densa e significativa di mille parole pubbliche.
    I pensieri continuano a evolversi e il percorso prosegue, più custodito e più maturo. Questo spazio rimane un laboratorio personale, un diario di riflessioni, senza necessità di spettatori, in questo specifico caso sostanzialmente è come avere un palazzo e gli rimetto semplicemente l’impalcatura attorno.

    Restituisco a questo spazio la sua funzione di cronaca e tengo per me la sostanza del mio viaggio. È un atto di rispetto verso la complessità del mio percorso e verso la libertà altrui. Il countdown continua, il lavoro prosegue, ma la luce si sposta nelle stanze interne. Chi vorrà vedere l’opera finita, dovrà aspettare che il tempo faccia il suo corso, detto piu semplicemente quando si sentirà pronta.

    Tutto lì.

    1. Complimenti per il Blog la destinataria dire fortunata è un eufemismo, sto dicendo che “fortunata” è una parola troppo debole per descrivere quanto le sia andata bene davvero
      le tue note vocali sono sostanzialmente il suono della tua anima e le tue trascrizioni trascendono le semplici parole! quel pensiero “scavalca” il limite del suono. Diventa parola scritta, concetto puro
      Mi viene in mente William Shakespeare nel suo Sonetto 18 🎶 e dice: Finché uomini respireranno o occhi vedranno, vivrà questo mio verso, e darà vita a te. ho letto il giorno 0 se fai davvero un libro per regalarlo a lei sei un grande! tu la rendi immortale come ha fatto lui perchè da sonetto ha deciso di “codificarla” come stai facendo ora te nella scrittura, rendere privati questi tuoi pensieri è un abominio.. scusa se mi permetto ma considerando che si può commentare e non sono bloccati i commenti ho espresso il mio parere. PS: Siete troppo romantici!

  4. Ciao Adele, leggo solo ora questo tuo commento e ti ringrazio per il tuo parere, ma devo fare due correzioni
    1) Non ho mai detto di renderlo privato, ma ho detto tutt’altro, rispondendo al commento di un’altra utente ho scritto che che anche io ci stavo pensando (Ho avuto quel pensiero) e ho motivato cosa mi avrebbe portato a fare un scelta simile (scelta ipotetica) quello che ho detto in sostanza è un pensiero non una scelta e non ho detto domani (NDR: Oggi) lo rendo privato, la giornata di ieri non sono riuscito a pubblicarla per due motivi cioe’ non stavo bene e ho finito tardi una conference call e come già successo avrei pubblicato il giorno successivo (NDR: Oggi) sempre la sera quando la giornata finisce. Capiterà anche che se durante la sera (Ma sempre prima della mezzanotte) faccia delle note vocali non pubblico un nuovo articolo ma integro a quello giornaliero e se la giornata successiva una persona lo rilegge trova le note che sono scritte dalla pubblicazione esempio le 22 fino alle 23:59 quelle successive nella giornata successiva e la giornata non inizierà da quando mi sarò svegliato ma dalla prima nota vocale (se ce ne sono ) iniziata dalle 24 in poi. Considerando che scrivo le mie giornate scrivo completamente tutto, virgola per virgola.

    2) la seconda cosa che devo correggerti che non mi sento affatto Shakesperiano, non sono cosi colto, magari.. fossi capace come lui, SICURAMENTE farei indubbiamente del teatro la sua dimora per l’eternità affinchè lei non venga mai dimenticata cosi facendo potrò sempre ritrovarla.

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