La Sconosciuta

dove vivono i sogni

Oscurità · 🌓 Primo Quarto · 91% · 04:51
oscuro 🥺 Nostalgia
💬 1 🔊 3 🌙 Inazuma
2026-02-20 10:45:56 · 🌒 Falce Crescente
Inazuma

Venerdì 20 Febbraio 2026 | +9 Giorni


C’è una strana forma di pudore che ti colpisce quando il cuore va in frantumi. Per anni, questo blog è stato la mia finestra spalancata sul mondo. Poi, improvvisamente, ho sentito il bisogno di chiudere le persiane e tirare le tende.

Mi hanno chiesto se avessi smesso di scrivere. La verità è l’esatto opposto: non ho mai scritto così tanto come in questi ultimi giorni. Solo che non l'ho fatto per solo per Lei. L'ho fatto anche per me.
Queste mie giornate sono diventate una cronaca metodica di un’assenza. Ogni mattina, il primo pensiero era il riflesso di quella delusione che ancora brucia sotto la mia pelle. Scrivere era l’unico modo per non urlare, per dare un ordine a quel caos di ricordi, messaggi mai inviati e domande senza risposta che Lei mi ha lasciato in eredità.

Ho riempito pagine e pagine , ma ogni volta che stavo per cliccare su "Pubblica", una voce dentro di me mi fermava: “Questo è troppo nudo. Questo è troppo vero. Questo appartiene solo a te. Questo appartiente solo a Lei.”
Ho reso i miei post privati. Ho creato una sorta di caveau digitale dove ho rinchiuso i miei "giorno per giorno".Ci sono domeniche fatti di rabbia gelida, dove le parole sembravano lame. Ci sono lunedì di malinconia liquida, dove le lettere sembravano scomparire sulla pagina.

Ci sono notti in cui ho descritto il vuoto della sua presenza, il silenzio del telefono, l’assurda pretesa del mondo di continuare a girare nonostante tutto fosse fermo. Scrivevo per esorcizzarla. Scrivevo per convincermi che, mettendo il dolore in una cella di testo, questo avrebbe smesso di vagare libero per la mia testa. Ma pubblicare significava ammettere una vulnerabilità che non ero ancora pronto a gestire. Volevo che il mio dolore rimanesse mio, un segreto tra me e il cursore che pulsa nel buio.
Oggi, per la prima volta, ho riletto alcuni di quei frammenti privati. Ho visto la mia evoluzione: dal naufragio alla deriva, fino a questo primo, incerto tentativo di tornare a riva. Ho capito che nascondersi è utile per curarsi, ma condividere è necessario per guarire. Non pubblicherò tutto quello che ho scritto in segreto alcune ferite hanno ancora bisogno della loro benda ma ho deciso di riaprire le porte. Perché, anche se Lei è stata una delusione che ha cambiato il mio modo di vedere i giorni, Lei allo stesso tempo è una costante che mi ha ricordato chi sono oltre quella delusione.

Rifletto sempre sul fatto che forse nei prossimi giorni potrei pubblicare frammenti di quel diario "segreto". O forse li terrò per me ancora un po'. Ma il silenzio.

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