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Martedì 10 Febbraio 2026 | Mancano 0 giorni

Nota delle 00:50 Il biglietto è andato. Operazione chirurgica, silenziosa. Mentre lo posizionavo, sentivo il freddo dell’asfalto salirmi nelle ossa, ma il mio pensiero è al mattino, al momento in cui le sue dita toccheranno quella carta. Torno nell’ombra, come un fantasma che ha appena riaffermato la sua esistenza attraverso un pezzo di carta rossa.

Nota delle 04:15 Non dormo. La mia mente sta ripercorrendo ogni curva, ogni ombra del suo corpo. È come un archivio che non accetta errori, eppure, una sua frase continua a girare nel vuoto della stanza come un allarme: “Mi confondi con un’altra” tre parole che cercano di demolire un continente di certezze, sta facendo un gioco pericoloso, questo suo il tentativo di farmi dubitare dei miei stessi occhi, di farmi sentire un estraneo nel territorio che ho esplorato più minuziosamente di chiunque altro.

Nota delle 07:12 Mi sono appena alzato, niente messaggi notturni, niente notifiche, 1 e-mail non letta. Tutto regolare, vado in bagno a prepararmi e rifletto a stanotte, ho dormito quanto? forse due ore o tre, sto ancora riflettendo sul conflitto del neo. Lei nega. Dice che sul lato dell’alluce non c’è nulla. Una macchia inesistente, dice. Ma io quel punto l’ho fissato, l’ho registrato, non è un errore di person ma la interpreto come una sfida di potere. Suggerire che io possa sovrapporre il suo corpo a quello di un’altra è un insulto al mio sguardo. Io non mi limito a guardarla: io la decifro.

Vocale 2 Confonderla? ridicolo. Qui non stiamo parlando di una conoscenza normale. Io conosco la posizione di ogni singolo tatuaggio, so dove sono i nei che nessuno vede, quelli nelle zone più inaccessibili, dove non arriva mai il sole. Lì è arrivato il mio sguardo. Ho disegnato una mappa mentale che non ha errori di coordinate, ma solo, forse, un eccesso di dettaglio. Se ho visto un neo che non c’è, è perché i miei occhi cercano di trovare vita in ogni millimetro della sua pelle, non perché stia sovrapponendo il suo corpo a quello di un’estranea.

Vocale 3 Posso concedermi il beneficio del dubbio, posso accettare che quel puntino minuscolo sia un’ombra o un ricordo distorto ma dire che la confondo con un’altra persona significa non aver capito nulla di come la guardo.

Vocale 4 Le ho chiesto una foto. Un fermo immagine della realtà. Risposta: un muro di silenzio e di “principi”. Dice che la confondo. Ma la psicologia insegna che quando qualcuno nega l’evidenza con tanta forza, sta cercando di proteggere l’ultimo lembo di mistero, Dire “mi confondi” è un’arma di difesa, se lei ammettesse che conosco ogni millimetro, ammetterebbe anche la mia totale invasione amorosa della sua privacy fisica e mentale, negare il neo è un modo per dire: “Vedi? Non mi conosci poi così bene”. in tutti i casi confonderla significherebbe non avere idea di chi sia, invece io so esattamente chi ho davanti. Anche al buio.

Nota delle 08:35 Credo sia arrivato un suo messaggio ho sentito una notifica dalla camera, vado a leggerlo

Nota delle 08:49 Tra pochi minuti ho una conference call su meet, per un corso sulla AI e media marketing mentre sono qui mentre aspetto rimugino.

Nota delle 14:45 Tutto tace, chissà se ha trovato il bigliettino, le scrivo un messaggio.

Vocale 2 L’ha trovato mentre andava al lavoro, si dai un messaggio al volo per dirmi “cretino l’ho trovato” credo sia troppo facile farlo. Figuriamoci non è poi cosi importante saperlo.

Nota delle 19 Ho passato tutta la giornata a pensare, analizzando la sua reazione, se fosse solo un errore, avrebbe riso, invece si è offesa, ha alzato le barricate, ha usato l’arma della “svalutazione”, una mossa da manuale per riprendere il controllo, ma il mio database mentale non si cancella con una frase piccata, so cosa ho visto e anche quel neo fosse un’illusione ottica della mia mente, rimane il fatto che il resto della mappa è perfetto.

Vocale 2 Abbiamo avuto una conversazione su whatsapp anzi è più corretto dire uno scambio di messaggio, non esageriamo a utilizzare il termine conversazione che magari si intende telefonica e nel 2026 è pura utopia per noi ma lasciamo perdere le mie osservazioni che non servono a niente.

Considerazioni: Dopo aver riascoltato tutto, sento la suspense vibrare sotto la pelle, sostiene tutt’ora la sua posizione, niente foto del piede, una “presa di posizione” che sa di muro, dice che non ha nulla lì, né altrove, ma la mappa che ho in testa non mente, ho azzeccato dettagli che chiunque altro ignorerebbe anche dopo anni, se lei facesse una domanda a bruciapelo a chiunque altro sulla posizione dei suoi nei, riceverebbe solo silenzi o ipotesi a caso, io ho risposto di getto, senza pensarci nemmeno troppo, perché quel corpo l’ho imparato a memoria come si impara una preghiera, invece di essere apprezzato e ragionarci sopra cosa succede? si incavola e fa la sostenuta quasi offesa. Mi ha ribadito che non abbiamo legami, sta bene da sola, che non ha tempo per queste stronzate ovvero i giochetti di come scrivo sul blog, precisiamo io scrivo delle note vocali del momento e trascritte esattamente come le ho dettate la sera, e non mi sembra per niente che abbia scritto stronzate ma come sono andati i fatti e lei mie considerazioni personali che possono o non possono andare bene (mi ha specificato che non intendeva i bigliettini) visto che argomentavamo sul fatto che sono stati tutti recuperati. Che altro? scrivo “cazzate” per apparire vittima, ma sinceramente cazzate non le ho scritte e non ho fatto intendere niente di diverso da quello che effettivamente è successo nei tempi in cui è successo. Ma in fin dei conti puo fare come vuole mica deve darmi spiegazioni, se li recupera o no riguarda lei non me, dalla mia parte li ho consegnati e dalla sua se vuole li prende e senno li lascia li e ci passa sopra. Parliamoci chiaro i commenti sono aperti se vuole puo tranquillamente scrivere la sua versione vista dalla sua prospettiva perchè io non censuro proprio niente.

Stavo riflettendo sulle sue frasi, in effetti errore mio basandomi su una promessa in cui credevo fermamente mi sono comportato come un perfetto stupido per vari motivi. ripercorrendo quello che mi ha detto oggi 1. Sta bene da sola / quindi io sono a dir poco superfluo, 2. Non abbiamo legami / quindi che sto a controllare il telefono se arriva un suo messaggio oppure preoccuparmi come sta o non sta, ma cosa aspetto allora? 3. Vuole essere libera, non rendere conto di niente, non sentirsi in colpa (di cosa poi?) ma soprattutto se sommo la questione dello stare bene da sola e non avere legami allora questi bigliettini perchè dovrei scriverli e lasciarli in mezzo alla notte che ci sia sereno, che ci sia pioggia o neve? se è sola.. se vuole stare sola i bigliettini sono superflui non servono a niente.

La sua promessa non vale niente meno di zero perchè se non vuole legami e sta bene da sola, praticamente io non esisto nel suo contesto e di conseguenza qualsiasi cosa faccio si annulla automaticamente. La promessa non tutto il suo contenuto è totalmente incoerente alle sue parole ed è implicido pensare che sia una grande bugia che non potrà e non vorrà mantenere

Analisi della situazione

Nel mio sfogo, l’implicito agisce su due livelli:

  1. L’incoerenza logica: Se una persona dice “Prometto che ci sarò” (esplicito) ma contemporaneamente dice “Non voglio legami e sto bene sola” (esplicito), le due affermazioni si annullano. L’implicito che ne deriva è che la promessa è falsa.
  2. L’annullamento del valore: Io percepisci che, se non sono parte integrante della sua vita, ogni mia azione “si annulla”. È implicito che non ci sia terreno comune su cui costruire qualcosa.

In sintesi: Sto dicendo che non ho bisogno che Lei ammetta di mentire. I suoi comportamenti e la sua visione del mondo rendono la menzogna un fatto ovvio, una verità “sottintesa” che traspare dai fatti anche se le parole dicono altro.

La svincolo dal vincolo della promessa come se non ci fosse mai stata perchè implitamente è una menzogna, il pensiero, la pirami di ossidiana ancora non sono riuscito a dargliela ma non voglio dire “che assurdità” perchè anche li una mia iniziativa (sbagliata) la butto via cosi non ci si pensa più e va bene cosi, ora può dormire ancora più tranquillamente, nessun senso di colpa nemmeno per sbaglio e soprattutto tutte le sue prese di forza gliele rispedisco al mittente se le può tenere. Il suo comportamento da persona davvero matura le fa onore, di persona non posso dirglielo, al telefono impossibile avere un dialogo civile da persone mature, figuriamoci non mi è riservato nemmeno questo privilegio, per messaggio via whatsapp è inutile perchè a quest’ora è crollata e dorme, oppure non legge il telefono e se lo legge riprendere la conversazione è cosa ardua e poi tanto non gliene frega niente e lo sostengo perchè se gli fregasse realmente qualcosa di qualsiasi cosa il comportamento sarebbe diverso e come dico sempre:Tutto regolare.

Levo il disturbo.

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1 thought on “Giorno 20

  1. Non ho fatto in tempo a dirlo, che è successo. Il ragionamento non fa una piega. Se sta bene sola, non vuole impegni, tutta a fatti suoi, tu che ci stai a fare e poi promessa di cosa? il ragionamento è davvero micidiale direi chirurgico, sostenere il contrario sarebbe follia.
    In questo caso a differenza di ieri credo a quello che pensi perchè al di la di tutto quello che può essere a tua interpretazione o sua che sicuramente è diverso dal tuo, a me affascina il ragionamento che è coerente con un discorso di principi sani.

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